Tutto iniziò con l’orto sinergico.

Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.

(dal Manifesto del contadino impazzito Wendel Berry).

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Ho pensato di raccontare, come primo post sul blog del Biellese in transizione, la mia esperienza sull’orticoltura sinergica. E’ stata proprio questa esperienza che, nel giro di un paio d’anni, mi ha messo in contatto con persone che, pur provenendo da esperienze e realtà molto diverse tra loro, hanno il  denominatore comune nel riconoscere come il nostro stile di vita non possa più continuare in questo modo per molto tempo.

Nel lontano settembre 2010 ho avuto il primo contatto conl’orticoltura sinergica, partecipando ad un corso di 3 giorni presso la Cascina Aurora di Castellengo (www.cascinaurora.it). E’ stata un’esperienza molto interessante e completa sotto tutti i punti di vista: contenuti (associazione Kambio), docenti (Guido Balbo, Vincenzo Guarnieri, Nicola Savio – www.ortodicarta.eu , con la supervisione di Alfredo Sunder), il gruppo dei partecipanti e le attività pratiche. Tra l’altro ho conosciuto diverse persone che ho piacevolmente ritrovato all’Open Space di Netro del 6 maggio.

 

Trascorso l’inverno, la “musa” Paola mi ha spinto e convinto a passare dalla teoria alla pratica, iniziando così la realizzazione di un piccolissimo orto sinergico all’interno del giardino della casa di Camburzano.

Visti il successo ed il pochissimo impegno richiesto per la sua manutenzione, quest‘anno ho deciso di espandere l’orto, realizzandone uno circolare con al centro il melo decorativo (Malus Gorgeous) che ho nel prato. Per la prima volta i miei ragazzi, Giovanni e Francesco, mi hanno aiutato, attrezzi alla mano, nella realizzazione del bancale, concludendo in breve tempo la parte più faticosa. L’installazione dei tubi per l’irrigazione a goccia e la messa a dimora delle piantine ha completato l’opera. Nella parte di orto del 2011, ho visto con sorpresa che molte delle piante posate l’anno scorso si sono riattivate da sole: vari tipi di insalate, erba cipollina, santoreggia, timo, prezzemolo, bietole verdi e cavoli verza. Mi è sembrato un bel segno per un orto che prende spunto dalla filosofia del “non fare” di Masanobu Fukuoka.

Per la prima volta ho provato a partire dai semi più facili, come fagioli e piselli, evitando così di andare a comprare le piantine già sviluppate nei garden center. Prossimamente dovrò provare a realizzare un semenzaio, per non incorrere negli sbalzi di temperatura che possono bloccare la germinazione e lo sviluppo delle piantine.

Poiché le patate non sono compatibili con l’orto sinergico, ho provato a coltivarne alcune in cassette di legno sovrapponibili, tecnica che consente di fare più rincalzi ed avere una produzione in verticale.

Adesso non resta che lasciar fare alla Natura il suo corso, bagnare ed osservare con stupore i piccoli cambiamenti quotidiani al ritorno dall’ufficio. E’ un po’ come avere un bimbo piccolo da accudire, che ogni giorno ti propone una novità. Il primo risultato è nella bellezza della composizione finale.

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Categorie: Approfondimenti, Esperienze | Tag: , | 4 commenti

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4 pensieri su “Tutto iniziò con l’orto sinergico.

  1. Maura

    Perchè le patate non sono compatibili nell’orto sinergico ? Io le coltivo con i cavoli e le insalate. Oppure le considero fiori da giardino e quindi sono insieme alle rose e bulbose, infine quando stradico i rovi e le felci ne pianto al loro posto. Dopo la raccolta ne lascio sempre nella terra e in primavera spuntano da sole dove voglionoi anche in mezzo ai ribes o ai lillà, Grazie ai topolini , i ghiri e le talpe , che sono i miei aiutanti di semina patate, in primavera a 1000 metri di altitudine ho le patate novelle prima di tutti i colleghi pastori o contadini. Lascio alla saggezza della Grande Madre il lavoro dei campi : io osservo e assecondo.

    • Ciao Maura,
      come avrai intuito dalle foto, l’orto sinergico che sto provando a realizzare è piccolissimo e nella dispensa di Emilia Hazelip che mi hanno lasciato veniva indicata come dannosa l’associazione di patate e melanzane. Poichè di patate ne produce in quantità mio suocero, ho privilegiato le melanzane, che l’anno scorso sono venute molto bene. Ho provato la tecnica della coltivazione di patate in verticale che era stata presentata al corso di Cascina Aurora come una tecnica utile per chi, come me ha poco spazio a disposizione.

      Pensa quest’anno ho seminato ben 6 patate in verticale!

      Mi spiechi come fanno topolini, talpe e ghiri ad aiutarti nella semina delle patate?

      A presto,

      Claudio

      • Maura

        Io sono stata allieva di Emilia Hazelip e una delle cose che Lei diceva è che ognuno deve sperimentare la “sua ” agricoltura in base alle caratteristiche del proprio podere. Io ho degli orti di montagna difficili da coltivare e quindi ho dovuto rivedre molte teorie di Emilia , perchè qui non sono applicabili. Ho realizzato orti per l’ auto sostentamento ,applicando anche i principi di permacultura , ma soprattutto la filosofia del “non fare” di Fukuoka. “Dimenticando” negli orti le patate : topi, ghiri e talpe ne fanno scorte per l’inverno e non mangiandole tutte rimangono nel terreno e in primavera rispuntano come nuove piante. Io pianto nuove patate solo se desidero sperimentare nuove qualità o desidero contrastare rovi e felci. Le mie patate crescono dappertutto e tra di loro pianto di tutto. Faccio attenzione che, per via delle dimensioni, zucche e zucchine non possono convivere con le patate , ma tutto il resto non ha problemi. Al momento coabitano patate , cipolle, verze ,calendule , ma talmente strette tra di loro , che ho deciso di trapiantare un po’ di calendule altrove e di mangiarmi le cipolle giovani. I fagioli nani vivono benissimo a fianco delle patate e non ho visto problemi neppure per le melanzane. Tieni presente che la patate tende a rendere il terreno meno acido e quindi perfetto per verdure che non amano l’acidità come: peperoni e melanzane.Un abbraccio Maura

    • cristianonatati

      Ciao Maura,
      Potresti dirmi di più su come le patate aiutano a contrastare i rovi?
      Anch’io sto facendo esperimenti con la semina spontanea delle patate e l’associazione di altri ortaggi come indicato su questo post: http://www.ortonaturalefacile.it/blog/patate-dimenticate-e-fagiolini.aspx
      Dopo questa prima esperienza voglio provare altre varietà di patate per l’anno prossimo…

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