Come approfondire e avviare la Transizione localmente?

Siamo all’effetto “palla di neve” e questo sta portando sempre più persone a partecipare agli incontri e progetti di “Biellese in Transizione”. E questo è molto bello e ci da speranza. Certo, il gruppo “madre” è un posto molto rassicurante e nutriente dove stare (con tutte le belle amicizie che nascono !) e questo è anche il suo scopo: creare occasioni di connessione, incoraggiare le persone a trovare fiducia in se stessi e strumenti per diventare personalmente agenti di cambiamento. Ma … prima o poi però verrà il momento di emanciparsi, creare la “successione naturale”  (come insegna la permacultura) e mettersi personalmente in gioco in un territorio più circoscritto – cioè li dove ci troviamo a vivere. Sempre da un principio permaculturale: progettare dal modello (pattern) al dettaglio.

Cosa serve per fare questo passo ?

Approfondire e riflettere cosa significa il concetto di Transizione (che enfatizza il “come fare”), quindi il nostro personale percorso di studio, dove man mano che aggiungiamo conoscenze ci rendiamo conto – per assurdo – anche della nostra profonda ignoranza – e ben venga (!) – in quanto è li dove veramente iniziamo ad imparare.

E poi … conoscere il nostro ruolo di facilitatori nelle  possibili future iniziative locali (per territori comunali? per valli ? su quale scala?), cioè coloro che principalmente “creano spazi” e “condizioni” in modo da far emergere il potenziale e la creatività collettiva delle persone per individuare e attuare soluzioni. Con libertà e responsabilità. E’ una dimensione molto più ampia, che va oltre le nostre rispettive agende personali, in cui i nostri progetti e sogni individuali naturalmente troveranno un contesto e spazio, ma in un modo molto più integrato.

Un buon modo per iniziare ad approfondire le idee che offre l’approccio della transizione con i propri vicini e concittadini è per esempio organizzare un “Corso di approfondimento del Manuale della Transizione”. Si tratta di 6 incontri autogestiti che ripercorrono il primo manuale di Rob Hopkins. Una sorta di “club di lettura” . C’è una piccola guida che accompagna gli aspiranti facilitatori. Questi incontri continuano ad essere fatti in varie iniziative di transizione e si rivelano molto belli ed efficaci.

Poi naturalmente ci sono altre modalità da integrare per iniziare ad coinvolgere le persone a livello più locale … ne parleremo in successive occasioni.

Nel frattempo, un incoraggiamento a prendere in considerazione quanto sopra. Non ti senti pronto ?  Trova qualche “compagno di viaggio” e buttati nell’avventura, ricordando che “la perfezione è nemica del buono” !

 

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Categorie: Approfondimenti, Formazione | Tag: , | Lascia un commento

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