Rob Hopkins e …. i Biellesi

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Giovedì 13 marzo a Milano presso la Fondazione Cariplo si è tenuta una lecture di Rob Hopkins, co-fondatore del movimento delle Transition Towns, seguita da una cena dedicata ad un gruppo di persone impegnate in iniziative locali. E c’era anche una bella delegazione dal Biellese che ha costituito quasi la maggioranza del gruppo.

Ecco qui i commenti da parte di alcuni partecipanti su com’è andata:

Giuliano:

“La transizione riguarda più i rapporti tra i progetti (e quindi le persone, comunità) che i progetti stessi.
Non è lavorare sul rialzarsi (bounce back) dopo il disastro, ma il superarsi (bounce forward) quando questo colpisce (e anche prima!).
Rob ha fatto notare come nell’immaginario (cinema in particolare) siamo molto bravi a immaginarci disastri, zombie attacks, tsunamis, incendi di grattacieli (a dir il vero ha mostrato solo lo zombie attack, forse perché gli ultimi due che ho elencato sono stati superati dalla realtà) ma poco nel mostrare e inventare scenari positivi.
La transizione propone proprio questi scenari positivi: è dare esempio, ovvero iniziativa personale. Cambiamento dal “basso”, da dentro.
Prima di entrare in contatto con il “pubblico”, l’amministrazione/autorità locale/nazionale, bisogna lavorare a livello della Comunità (parola che mi piace per le radici, che sono importanti, e che vengono da poco più a ovest), per avere la forza e la credibilità. O non si viene ascoltati.
Stupendo e commovente vedere come certi progetti sono stati abbracciati dalla realtà amministrativa in parecchi council del Regno Unito. Per esempio la bellissima (qui parlo a livello anche estetico) sterlina di Bristol. Che ha valore legale (si basa su un principio diverso dallo SCEC) di parità con la sterlina corrente, ma una data di scadenza. Lo stipendio del sindaco di Bristol (vi mando poi una sua foto sul gruppo in FB) è pagato interamente in quella sterlina locale. Se la Banca d’Inghilterra decidesse che quella moneta è un problema, se la dovrebbe vedere con il comune di Bristol!
Soprattutto durante la presentazione chiusa nel mattino presso la Fondazione Cariplo è affiorato un certo dubbio che un’interazione del genere non sia possibile in Italia. Un po’ per la tendenza a politicizzare tutto, a essere categorizzati e categorizzarsi (guelfi e ghibellini –  da evitare assolutamente!) e un po’ per le infinite leggi che sembrano vietare tutto. Su questo sono intervenuto per fare presente che in Italia esistono movimenti dal basso (il termine che mi è sfuggito ieri mattina: grassroots, anche se ordinariamente è riferito a cose politiche) quali i Gruppi di Acquisto Solidale, che non hanno un corrispondente vero e proprio nel Regno Unito, anche se a livello concreto forse hanno molto in comune con i progetti e le comunità della Transizione. Per inciso: Quanto alle leggi oppressive, credo che parecchia dell’oppressione sia nella nostra stessa attitudine, le convalidiamo noi stessi.

Tornando all’importanza dei rapporti e relazioni nella Transizione, Rob ha anche sottolineato l’importanza di mantenere e coordinare nel tempo questi, quindi l’importanza, se ho capito bene, di una figura centrale di mantenimento delle fila, affinché la transizione non si disgreghi o venga come dimenticata nel tempo.

Ho fatto il mio dovere facendogli, e facendomi, provare parecchie birre artigianali italiane.
A tavola era immerso nella transizione biellese.

Un po’ di tristezza nel vederlo andare via, tristezza che poi si smaterializza con il rinnovato impegno nel fare nuove cose!

Aggiungo a piè pagina: è arrivato e ripartito per l’Inghilterra in treno! Come piace a me. Gli mancava solo la Brompton…”

Ester:

“Io non avevo ancora conosciuto Rob ma mi è sembrata
veramente una persona deliziosa e attenta.
Interessante intervento in cui l’unica cosa che a me è parsa mancare un pò
(e per questo sono stata contenta che mi abbia preceduta Marcella Danon
ecopsicologa con il suo intervento nella discussione)è stato  il discorso
sulla transizione interiore:forse perché la mia esperienza e il mio
approccio di genere diciamo così considera molto importante questo
aspetto,trovo che non si evidenzi mai abbastanza quanto questo faccia la
differenza rispetto alla decrescita di Pallante ed altre esperienze.

Per il resto c’erano gli organizzatori del convegno sugli orti a
milano, presenti esponenti del DES
distretto di economia solidale;bella la presenza degli studenti della scuola
di minoprio ecc..

Siamo andati con Rob a cena in un locale vegetariano scelto da patrizia
In zona città studi senza fare troppo tardi perché Rob doveva alzarsi
prestissimo.

Emilie:

“ecco le mie impressioni sull’incontro di ieri con Rob 🙂

Intanto mi ha fatto molto effetto vedere la transition accolta in una fondazione bancaria, che si stiano muovendo le cose? 
Poi l’intervento di Rob da’ un po’ di speranza e una boccata di ossigeno: il pragmatismo inglese che emanava dagli esempi che ha fatto Rob di transition locali e di progetti di Reconomy fanno sognare… il sindaco di Brixton pagato con la moneta complementare, i trasporti pubblici e le bollette sempre di Brixton pagabili con moneta complementare, istituzioni varie che sostengono e partecipano a progetti di Transition…
Insomma abbiamo molta strada da fare nel nostro paese, soprattutto di tipo culturale per cominciare a cambiare le percezioni sui modi possibili di “fare le cose”, ma si comincia a vedere qua e la’ qualche squarcio di luce nel buio, il che lascia ben sperare…

Mi sono rimasti impressi alcuni concetti magari a noi gia’ noti ma che Rob ha piu’ volte ripetuto nel corso dell’intervento:
 

  • la transition vuole sostenere i gruppi che si impegnano a cambiare le cose, e’ un modello alternativo a quello attivista che troppo spesso rende i soggetti piu’ attivi esauriti e spremuti, incapaci di continuare a promuovere il cambiamento.
  • Con la transition si puo’ mostarere che la resilienza puo’ portare economia, attraverso le relazioni.
  • La transizione non vuole essere CONTRO niente ma A FAVORE DI cose belle da potenziare (che differenza di energia tra i due approci…)
  • L’importanza del supporto alle persone nel cambiamento, cioe’ Inner Transition.

Ci sarebbero altre cose da dire ma non voglio dilungarmi troppo, vi ricordo che potete vedere l’intervento sul sito della Fondazione Cariplo http://www.edithink.com/streaming/fondazionecariplo/hopkins.html

Rob e’ piacevolissimo e parla benissimo italiano! Ci ha raccontato di aver vissuto da ragazzo ben 3 anni in Italia a Pomaia, in Toscana. Ha condiviso la cena con noi e altri milanesi e emiliani all’Upcycle di Milano, insomma serata piacevole ed e’ sempre bello poter conoscere una persona dal vivo e poter finalmente mettere un volto vero e un persona a un semplice nome.”

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