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Venerdì a Biella: Disunione Europea? Crisi di sistema e possibili soluzioni

C’è un bel fermento nel Biellese. C’è aria di cambiamento nel nostro territorio, e ognuno di noi sta portando un granellino di sabbia in più per inceppare il meccanismo che chiamiamo “sistema”.

Venerdì sera, a partire dalle 20.30 presso la sala dell’Hotel Astoria a Biella ci sarà un incontro che avrà come focus principale l’economia, e le possibili soluzioni applicabili nel contesto locale.

Ellen farà da moderatrice dell’incontro, offrendo un preziosissimo contributo per dare una dimensione di Transizione all’evento. Un cambiamento siamo in tantissimi a volerlo, io direi quasi tutti…ma quanto è importante farlo nel modo giusto? E’ essenziale!!

Non so se riusciremo a ridere come siamo abituati a fare nei nostri incontri, ma ce la metteremo tutta per ricavare quanto meno delle prospettive positive, e un immaginario diverso da quello cui siamo abituati quando sentiamo notizie di economia.

In particolare, dopo l’intervento dell’economista Nino Galloni e dello storico Marco Bassani, il focus verterà sulle prospettive e funzionalità offerte da strumenti come le monete sociali, per invertire il moto dell’economia e farla finalmente aderire ai bisogni dell’uomo inteso come essere umano e non come homo oeconomicus, ovvero come un robot che pensa solo a massimizzare la quantità di cose che ha.

Uno spunto di riflessione:

Perché la moneta? Cosa mai può importare un pezzo di carta?

E allora domandiamoci insieme cos’è il denaro. E scopriremo che tra le varie funzioni che può avere ce n’è una fondamentale per invertire la tendenza e portare etica nella società. Il denaro è, in ultima essenza, MISURA DEL VALORE. A seconda dei valori che vogliamo misurare questi verranno rivestiti di un valore riconosciuto dalla comunità che fa uso di quel tipo di denaro. Da qui lo Scec, che misura la solidarietà, il dono reciproco, e che ha come funzione e obiettivo quello di creare comunità solidali, unendo le varie persone, associazioni ed enti pubblici che hanno interesse a collaborare per creare inclusione e aumentare l’impatto delle loro azioni.

Locandina Disunione Europea

Qui di fianco il volantino della serata, organizzata in primo luogo dal Comitato 9 Dicembre Biella.

Far emergere anche all’interno di tale movimento le energie pulite che mirano a cambiare questo sistema per renderlo più umano e solidale è possibile, e in tale direzione ci si muove cercando di creare reti, e di includere tutti, senza distinzione di colore.

Venerdì in giornata sembra ci sarà anche la presenza di una troupe di Rai 3 per fare un servizio sullo Scec a Biella e per partecipare all’incontro della sera. Pettiniamoci e sorridiamo, che siamo talmente bbbelli che è un peccato per chi non ci vede 🙂

Ps: ma in questa foto il povero Galloni quanto assomiglia a Bersani??

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8 giugno a Mongrando: SCEC per una comunità resiliente

Per chi proprio non ci sta a piangersi addosso c’è un incontro sabato 8 giugno a Mongrando.

Purtroppo buona parte dei possibili partecipanti saranno dirottati verso un’altra lodevole iniziativa, le Giornate della Serra, ma per chi rimanesse a Mongrando c’è un’occasione importante per vedere un pezzo di futuro. Una comunità che si vuole più solidale, più resiliente, e dunque più felice non può prescindere dall’utilizzare un mezzo equo per misurare dei valori universali.

Il denaro, purtroppo, non ha proprio queste caratteristiche…

Non ci avete capito niente? E allora che aspettate, mica vorrete rimanere col dubbio!

Sabato alle 21 al circolo di San Lorenzo, neo associato al circuito, sbarca la nave dei folli di ArcipelagoSCEC, per gettar le basi di un modello nuovo, che renda questa società ingiusta e alienante un grigio ricordo del passato.

Un modello nuovo per un’evoluzione personale, sociale, ed economica.

Un modo per aumentare il potere d’acquisto e affrancarsi dalle logiche psicopatiche del mercato.

E allora abbasso lo spread, e viva lo SCEC!!

Mongrandoscec1

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SCEC YOURSELF il 20 aprile a Cittadellarte

ImageDopo il successo dei primi incontri pubblici del nucleo biellese di Arcipelago SCEC, l’associazione torna questo fine settimana con l’evento “SCEC YOURSELF”, destinato a diventare una piacevole ricorrenza per seguire lo sviluppo del progetto, capirne le radici, e promuoverne i principi.
Una festa di comunità, che si intende organizzare 4 volte all’anno, una per stagione, per dare un assaggio di vita comunitaria all’insegna del nuovo paradigma sociale ed economico che l’associazione promuove ormai in 14 regioni d’Italia, con nuclei sparsi su tutto lo stivale, e interesse crescente anche all’estero.
Una risposta alla crisi all’insegna di un approccio nuovo, un approccio di Transizione!
Arcipelago SCEC infatti è strettamente legato nei principi ispiratori al Movimento di Transizione, di cui condivide le finalità, e cui fornisce uno strumento e dei modelli.
Lo strumento è lo SCEC, misura di valore ma non riserva di valore, una sorta di unità di misura della solidarietà.
Suona hippie, ma è tutt’altro che un libero sfogo di creatività: i modelli che accompagnano lo SCEC, così come le analisi alla base del suo funzionamento dimostrano nei fatti le criticità del sistema che ora è in una crisi così profonda.
Il funzionamento di base è questo: gli aderenti all’ArcipelagoSCEC ricevono al momento dell’iscrizione (gratuita per i soci fruitori, o con una quota associativa di 10 euro all’anno per i soci ordinari che accetteranno SCEC) i primi 100 SCEC. Questi 100 SCEC corrispondono a 100 euro di sconto che può essere utilizzato presso gli aderenti al circuito (i soci ordinari), che liberamente decidono la percentuale di accettazione di SCEC sul prezzo dei loro prodotti o servizi. A loro volta poi potranno usare gli SCEC ricevuti per avere ulteriori sconti presso gli aderenti al circuito.
Questo semplice meccanismo ha un effetto primario di aumento della clientela per i soci ordinari, e un beneficio immediato per i soci fruitori. La ricchezza prodotta si ancora così al territorio e soprattutto all’economia reale, giacchè questa forma di liquidità volontariamente concordata dai cittadini (è un patto di cittadinanza, di fatto) è espressione del reale, contrastando quindi in forma anticiclica la rarefazione monetaria ed il drenaggio di ricchezze operato dai meccanismi perversi dell’economia finanziaria e delle multinazionali.
L’associazione Arcipelago SCEC si fonda sul lavoro di centinaia di volontari, e persegue finalità solidaristiche senza scopo di lucro, sebbene lo sviluppo dei progetti correlati abbia potenzialità occupazionali concrete, ed un domani potrebbero nascere le prime forme di lavoro create da questo approccio.
Ne è una dimostrazione il lavoro sul campo che i volontari romani stanno facendo grazie anche al patrocinio del IV Municipio di Roma su Noinet (www.noinet.eu), una rete mesh internet di proprietà dei cittadini, o sul mercato del Serpentara (www.emporilocali.it).
Gli SCEC non sono soldi del monopoli, e anzi non sono proprio monete, ma sono uno sconto che cammina, situazione già normata ed approvata dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza.
Perchè sono necessari? L’articolo dovrebbe esser lunghetto…ma basti pensare che l’ormai ex presidente dell’associazione, Pierluigi Paoletti, attraverso il sito www.centrofondi.it aveva previsto in tempi non sospetti l’esatto evolvere della crisi fino ad arrivare alla stasi attuale per capire che le basi filosofico-giuridiche ed economiche sono ben salde.
Così nacque il coordinamento di Arcipelago SCEC, per fornire risposte concrete ad un modello economico fallimentare. Questo modello economico passa da un superamento del presupposto fondamentale dell’economia classica: l’homo oeconomicus.
La festa “SCEC YOURSELF” è dunque nata per promuovere un’idea, e farla evolvere.
E’ una festa perché Arcipelago SCEC si fonda e promuove la ricostruzione delle comunità e dello spirito solidaristico, e lo fa fornendo concreti strumenti per rendere tale collaborazione non solo bella e giusta, ma anche utile e conveniente.
Se ancora dunque non sapete di cosa si tratta, venite sabato a Biella, presso i locali di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, in via Serralunga 27, ed avrete un assaggio del futuro che ci aspetta, se avremo la convinzione di volerne far parte.
Dalle 15 ci sarà un mercatino dove si presenteranno i primi soci ordinari biellesi, unitamente ad un mercato dedicato ad allungare il ciclo di vita di prodotti usati (da conferire in mattinata a Cittadellarte).
Dalle ore 18 alle 20 la presentazione del progetto di ArcipelagoSCEC, inquadrata in una più ampia analisi economico/finanziaria. Poi una sontuosa cena a base di prodotti locali, ad offerta libera (perché, come dicono gli organizzatori, vogliamo fidarci dell’economia del dono, e siamo certi che le persone capiranno ed apprezzeranno lo sforzo fatto da tanti volontari).
E poi, se non bastasse, in tutta la giornata ci saranno attività per bambini per accogliere le famiglie, musica acustica live nel dopocena, e tanta bella gente da conoscere.
Un modo per cambiare c’è. Venite a scoprirlo a SCEC YOURSELF!

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SCEC, Agricoltura ed Alimentazione a Cossato

Abbiamo tutti a cuore la salute no?Volantino serata SCEC 28 febbraio Ma le boutique del cibo non sono alla nostra portata? Ok, vero: bisogna innanzitutto capire che quanto si spende in cibo di qualità fa risparmiare i soldi del medico, ma come si fa a riportare sulle tavole di TUTTI del cibo di qualità? Perchè non partire dalle produzioni locali?

Le produzioni locali sono qualcosa in più di una scelta di buon senso. Sono la celebrazione che le persone di un territorio sanno fare dei luoghi che conoscono, che coltivano, che lavorano.

Sono la nostra storia. Quella passata, e quella futura.

La nostra storia presente ci ha allontanato dalla terra, e dei meccanismi economici perversi ci fanno sembrare normale mangiare limoni cileni, pomodori cinesi, pere argentine, grano russo.

A pensarci bene, però, non ha tanto senso esportare milioni di litri di latte e importarne altrettanti. E che dire delle mozzarelle campane fatte con il latte di vacche lombarde? Ma il latte avrà tutta questa voglia di viaggiare?

Insomma: se non c’è buonsenso, mettiamocelo!

Il primo piano aziendale che è stato sognato e poi progettato da ArcipelagoSCEC riguarda l’agricoltura. Il progetto Empori e Botteghe ( http://scecservice.org/site/a2/?page_id=70 )mette insieme i pezzi di un puzzle multiforme: le scuole, il cibo, la salute, la società. Il tutto è più facile, certo, se è anche conveniente e non diventa una scelta da missionari. Quindi ricostruzione delle filiere, trasformazione di prodotti, ripensamento della logistica e SCEC! 

Riprendersi le nostre sovranità, una per una. Iniziamo da quella alimentare.

Venite numerosi giovedì prossimo, e quando vedrete questo video mettetevi una mano sul cuore.

Quel che è bene per la terra, è bene per l’uomo.

 

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Prossimo incontro di Transizione: Venerdì 7 Settembre al Favaro

Siamo arrivati a settembre, ed è come se ricominciasse tutto di nuovo. La scuola, il lavoro…eppure con un anno in più di vita vissuta, e tutto ciò che ne comporta. Il 7 settembre Biellese in Transizione avrà appena compiuto 4 mesi, dalla data dell’Open Space di Netro. Non è ancora tempo di vendemmiare, ma dopo esserci conosciuti forse possiamo iniziare a seminare.

Ci si troverà al Favaro, in via Santuario d’Oropa numero 376, di fianco al ristorante Una Franca c’è un circolo molto carino, dove dalle 18 ci potremo trovare per chiacchierare un poco, potremo cenare anche insieme per una decina di euro,  magari ancora all’aperto, a goderci ancora un po’ di calore prima dell’autunno, e dell’inverno.

Più tardi, per chi vorrà rimanere, ci sarà anche un po’ di musica dal vivo a rallegrarci.

Chi volesse fermarsi a cena soprattutto me lo comunichi via mail all’indirizzo albo1981@libero.it così per mercoledì/giovedì potrò dare un’indicazione al ristorante.

A venerdì!

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Prossimo incontro e festa del pane: venerdì 3 agosto.

Pochi giorni fa ho letto per la prima volta una parola che mi ha affascinato: Lughnasadh.

Ho fatto una breve ricerca su internet, e risulta essere una festa di origine celtica, che si festeggia indicativamente il primo di agosto, per celebrare il raccolto del grano, che presso i popoli del nord europa avveniva in ritardo rispetto a noi e al nostro clima.

Le feste duravano anche un mese, ed era un momento di ringraziamento al dio sole, Lugh, in una delle sue forme più pregiate: il grano, appunto.

La raccolta dell’ultima spiga indicava il sacrificio del dio per dar nutrimento alla popolazione, in un cerchio che ci rimanda alla circolarità della vita stessa, e alla morte come sinonimo di un nuovo inizio.

Non mi dilungo oltre, d’altra parte i riti celtici, per restare nella metafora, non sono il mio pane 🙂

Nel mio percorso il grano ha svolto un ruolo essenziale, è stato l’elemento che mi ha fatto ragionare sul reale e il virtuale, sul senso che stavo dando alla mia vita. Durante un soggiorno in un ecovillaggio in Puglia ho potuto godere del miracolo del grano, e dei suoi insondabili misteri. Dalla coltivazione di una varietà antica, il Senatore Cappelli, alla macinazione a pietra, e la successiva panificazione con lievito madre.

Ho imparato che il grano è della stessa famiglia della gramigna, l’erba cattiva. Una graminacea quindi, che concentra però tutto il suo sforzo vitale verso l’alto, nei suoi chicchi perfetti, invece che verso il basso, nelle radici.

Il prossimo incontro potrebbe esser l’occasione per festeggiare insieme la generosità della natura, che continua a nutrirci nonostante sembra abbia perso, per molti di noi, la sacralità di cui è ammantata dalla notte dei tempi.

Porterò del lievito madre da donare a chi si voglia cimentare nella panificazione naturale, e una forma di pane da condividere simbolicamente, come augurio per questo nuovo inizio che vogliamo costruire insieme, in questa transizione da un modello in agonia ad un mondo nuovo.

Il ritrovo è dalle ore 18 a Donato. frazione Lace, al monumento ai partigiani caduti nella seconda guerra mondiale, che in realtà è una casetta diroccata coperta di edera, con delle panchine e un bel praticello per stare insieme e goderci il panorama.

Per chi lo volesse, dopo si può mangiare un boccone insieme al ristorante del Gallo (non siamo parenti…), a poche decine di metri dal ritrovo. Costo indicativo 15 euro, mi sono accordato con i gestori per una cena frugale 🙂

Chi volesse partecipare alla cena è pregato di comunicarmelo entro giovedì 2 agosto, così da dare indicazioni ai gestori del ristorante. Magari ditemi anche se preferireste un pasto vegetariano, così non li mettiamo in difficoltà

Potete contattarmi per telefono al 347 58 60 754 o via mail all’indirizzo seguente: michiamoalberto@gmail.com,

A presto!

Alberto

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Sì, ma come funziona lo SCEC?

Lo SCEC è emesso a credito. La moneta che usiamo normalmente è invece emessa a debito.

Lo SCEC non è una moneta. Ma sta facendo cose che la moneta che usiamo tutti i giorni non è in grado di fare.

E’ frutto di un patto tra cittadini, laddove invece la moneta è frutto di un patto tra banche, stati e cittadini (che poco ne sanno, invero).

Si fa filiera corta insomma, si saltano gli intermediari.

Cosa vuol dire che è emessa a credito? Vuol dire che è una rivoluzione.

Per chi ancora facesse fatica a pensare che questo accanirsi contro il debito non è il rifugio di fannulloni, linko un articolo di Pierluigi Paoletti, che di ArcipelagoSCEC è il presidente “carciofo”, ovvero quello che ha l’onore…di sbattersi più di altri, cercando di coordinare gli sforzi, in attesa che volenterosi diano a loro volta una mano nella guida di quella che è una comunità nuova che sta nascendo, cercando regole nuove, al di là della logica di sopraffazione, tipica di un’economia a debito.

http://www.centrofondi.it/wp/?p=615

Per i più pigri, questo breve video, sugli stessi concetti.

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Il secchio bucato del sistema finanziario

Biellese in transizione…ma che vuol dire quando riflettiamo in particolare su economia e sistema finanziario ??

Transizione verso cosa? Perchè? E soprattutto, come?

Se goooooooogle vi mette soggezione (troppe “o” su transizione..) forse una piccola storiella può fare al caso vostro.

Il racconto è su un aspetto in particolare: è una metafora del sistema finanziario, ed economico. Infatti, la Transizione può applicarsi eccome anche all’economia, la  “scienza triste”, e magicamente…quel che era sopraffazione diventa collaborazione, e la scienza triste diviene scienza gioiosa!

Ma tempo al tempo, ora spazio alla storia.

Immaginatevi che un bel giorno, con il vostro bello zainetto da viaggiatore, arrivate in un bellissimo paesino di collina, dove decidete di stabilirvi.

Siete rimasti incantati dalla natura circostante, ma non avete notato che i vostri nuovi compaesani non sembrano così soddisfatti della vita nel paese. Nonostante il clima meraviglioso, infatti, i loro orti sono inspiegabilmente spogli e secchi. E’ un paese d’altri tempi, forse per questo vi ha affascinato, ma purtroppo vive quasi esclusivamente di agricoltura, e pochi servizi. E la povertà delle messi non aiuta i suoi abitanti a sorridere, purtroppo.

Non sapendo a vostra volta di che vivere, e forse affascinati da un’idea (un po’ masochista?) di farsi il cosiddetto mazzo, che nobilita l’uomo, decidete di darvi a vostra volta all’agricoltura.

Così vi recate dal principe del paesino, un uomo di cui tutti nutrono un profondo timore (e non poche antipatie), che vive in un castello in fondo ad una pianura desolata, e chiedete assistenza per questo vostro progetto di vita. Avete bisogno ci una casa, e di un orticello da coltivare, per avere ciò che vi basta per star felici.

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